Online Naming Generator vs. Copywriter

Posted by on Mag 24, 2015 in Uncategorized

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A catechismo non avevo mai capito la frase “generato e non creato”.
Finché ho provato per gioco uno dei tanti naming generator online.

E allora ho capito la differenza fra “generato” e “creato”.
Generato vuol dire ottenuto da un random generator che ti propone le cose più assurde, che magari possono esser utili a livello di brainstorming, per stimolare nuove idee, ma che come sonorità e significato sono improponibili.
“Creato” invece significa il frutto di un lavoro di studio, ricerca, invenzione, a cui segue poi la parte di controllo del dominio libero.
Quando un cliente, leggendo la lista di proposte di naming che gli avevo sottoposto, mi ha detto: “ma tu sei un creative naming generator umano!” probabilmente pensava di farmi un complimento.
Non gli ho risposto male perché ho riconosciuto la sua buona intenzione (e soprattutto perché ci tenevo a fatturare il lavoro svolto).

Ma la realtà è che non basta pigiare un pulsante online.
Lo studio di naming è un odei lavori più affascinanti per un copywriter.
Negli occhi del cliente che ti commissiona l’incarico puoi leggere sensazioni diverse:
-il terrore (non ce la faremo mai a trovare un nome come voglio io)
-la rassegnazione (mal che vada teniamo qualitaecortesia.it)
-la sfida (voglio proprio vedere cosa tira fuori questo qua, dopo che per mesi io, tutta la mia famiglia, il direttore commerciale e i product manager non abbiamo cavato un ragno dal buco)

E allora io torno nel mio studio, accendo Bach o Mozart e inizio a produrre nomi.
La procedura è 50% creatività, 50% verifica. A cui poi segue un ulteriore 50% di creatività.
Quando si dice che per fare un bel nome devi dare il 150%.

Dopo la prima sfuriata creativa, passo a setacciare i nomi.
Prima di tutto controllo su google che non esistano già decine di pagine con il nome che voglio proporre.
Poi verifico su oami.eu che i nomi proposti non siano già registrati nella classe merceologica di appartenenza.
Poi, per verificare la disponibilità di un dominio, uso questo tool:
http://web.lucien.it/web/whois/whois.php
Spesso i nomi che sono liberi nel dominio .it sono occupati in quello .com perciò è sempre meglio che il preventivo sia modulare. Chi si accontenta di un dominio .it spenderà di meno di chi vuole un nome con dominio .com libero.
Perché lo studio di un dominio .com costa più caro?
Perché il web è sempre più affollato, e il nome che ti sembra perfetto e che è libero nel dominio .it è magari il sito di una profumeria di Singapore o di un motel di Kuala Lumpur.

E poi, in base ai nomi restanti, riparto con un ulteriore giro creativo, studiando dei prefissi/suffissi/varianti a quei nomi che sono bellissimi per sonorità e giustissimi per significato, ma che purtroppo hanno già il dominio occupato.

Tutto questo per evitare al cliente di spendere 10.000 dollari o più per comprare un dominio già registrato.
Ah, a proposito: se vendessi a 10.000 tutti i noi che faccio, starei scrivendo questo post dalla mia isola privata in Polinesia.
Ciau!

P.S. 1
Ecco alcune gallery di nomi che ho creato

https://www.behance.net/gallery/6695157/Naming-Food
https://www.behance.net/gallery/19758669/Gluten-Free-Naming
https://www.behance.net/gallery/6116741/Naming-non-food
https://www.behance.net/gallery/14130387/Naming-domini-web

P.S: 2
Per fortuna non esistono ancora online:
-Creative storytelling generator
-Creative copywriting generator