La crisi è un fantasma (di Natale, of course)

Posted by on Dic 18, 2014 in Uncategorized

Scrivi “crisi” su google e vengono fuori circa 55.000.000 risultati in 0,23 secondi.
Praticamente, più risultati che persone in Italia.
Ebbasta!

crisi

Sembra di essere al raduno dei flagellanti, alla fiera del cilicio, al Masoch Pride.

La crisi viene quando ti scuotono le fondamenta del tuo essere e del tuo lavoro.
Per me la crisi è stata passare dal trittico headline-bodycopy-payoff al nuovo trittico blog-social-video.
Ha significato imparare nuovi linguaggi, nuove competenze, rimettere in discussione il mio valore (e il mio fatturato) proprio quando pensavo di potermi godere la maturità professionale e creativa.
Molte agenzie con cui lavoravo da anni, clienti storici, non ce l’hanno fatta a superare questa svolta: sono rimaste alla comunicazione su carta, al graphic design, all’adv, alla brochure, al company profile. E hanno chiuso baracca.

Il fantasma del Natale passato


orrore

Le idee che fino a pochi anni fa sarebbero state perfette per una campagna pubblicitaria in grande stile, oggi hanno la breve vita di un post social o di un hashtag. Con le ovvie ripercussioni in fatto di compenso del lavoro creativo.
È finito il tempo dell’ideuzza, della frasetta, del giochino.

Una volta qui era tutta campagna. Adesso è solo social e blog.
Bisogna abituarsi al panorama, anzi goderselo.

Il fantasma del Natale presente

happy ghost
Questo è invece un fantasma buono, fattivo. È scoprire che ci sono tante aziende che hanno il coraggio di investire, tanti imprenditori che hanno voglia di fare, di progettare, di crescere, di mettersi in discussione ad esempio chiedendo a un copywriter una strategia comunicativa.
Ho avuto la fortuna di incontrare aziende e persone ricche di entusiasmo, di voglia di fare, con cui imparare e condividere questi nuovi linguaggi, con cui creare un piano editoriale social, aprire un canale youtube, inventare un blog e riempirlo di contenuti interessanti.
E improvvisamente mi è sembrato di avere di nuovo 18 anni, quando ogni nuovo lavoro serviva a imparare qualcosa, era la scoperta di un nuovo mondo.
È la freschezza che ci voleva per riprendere il cammino con un nuovo entusiasmo.
Altro che piangersi addosso perché non ci sono più i bodycopy di una volta, quelli pieni zeppi di giochi di parole.

Parentesi autopromozionale.
Mi sembra di racchiudere il meglio dei due mondi:
-la visione creativa acquisita negli anni ’90, che i nativi digitali non possono vantare per semplici ragioni anagrafiche
-la visione digitale di oggi, che le agenzie old world non hanno assimilato, morendone.

Il fantasma del Natale futuro

riunione
Non riesco a immaginarlo (mi chiamo Mauro Marinoni, mica Charles Dickens) ma so che ci saranno due tipi di fantasma, uno buono e uno cattivo.
Ci sarà il fantasma angosciante che trascina catene, e tormenterà chi usa la crisi per deprimersi, o per raschiare prezzi sempre più bassi, o per cercare di non pagare, o per fare l’italiano triste, che è la versione di italiano più inutile che esista, e che si merita di essere perseguitato dai fantasmi nei secoli dei secoli.

E ci sarà uno spirito vivace, allegro, gioviale che accompagnerà la vita e il lavoro di chi si dà da fare, inventa, costruisce, crea, propone, si sbatte.

MORALE DELLA FAVOLA:
l’unico modo per non avere incubi è essere ben svegli

Come dicono nei film americani malamente tradotti in italiano, “Questo è lo spirito!”. Anche di Natale.

Auguri!