Il messaggio dei Faraoni
Nel Museo Egizio di Torino ho scoperto un capolavoro di comunicazione immortale.
Ero attorniato da mummie, sarcofagi e statue di faraoni, ma quello che mi ha colpito è un oggetto
che non ha nulla di misterioso, di terrificante, di esoterico, ma molto di concreto.
È una grande ruota di pietra nera scolpita con geroglifici sacri;
la targhetta la descrive come una “tavola rituale dedicata alle divinità dal re Nectafebo II (359-341 a.C.) trasformata più tardi in macina”.
Rispecchia perfettamente la situazione attuale, vero?
Quello che prima era un messaggio agli dei, tutt’a un tratto serve a macinare farina, a fare pane quotidiano.
È lo spirito del nostro lavoro: concepire messaggi che puntano in alto, e che diventano pane per i nostri clienti.
È quello che dovremmo spiegare alle aziende, visto che la cosa più mummificata al momento sono proprio gli investimenti in comunicazione.