Il Copy da Vinci

Avercelo, un copy così! Uno come lo scrittore del Codice da Vinci.
Ha avuto un successo di vendite che tutti i nostri clienti vorrebbero.
E allora usiamo i suoi trucchi.

Cominciamo dall'headline, pardon dal titolo:

"Il Codice Da Vinci" non dice tutto quello che contiene il prodotto, pardon il libro.
E' solo un espediente furbo: prende un particolare dell'intreccio e lo fa diventare protagonista del titolo, che così diventa più suggestivo, anche se suggerisce cose un po' diverse dal contenuto.

Non è una novità; pensate a "La Luna e i Falò" di Pavese, per esempio, o "Il Nome della Rosa di Eco", che è un vero maestro di questi giochetti: "Il Pendolo di Foucault" e "La Misteriosa Fiamma della Regina Loana" sono elementi che compaiono per poche righe negli omonimi romanzi. Eppure, sono dei titoli che funzionano.

Comunque, se copy e art avessere preparato un layout con su scritto "Il Codice Da Vinci" e la faccia della Gioconda, il primo account che fosse passato da lì avrebbe fatto aggiungere il Graal e i Templari,
il secondo account avrebbe fatto rifare tutto dicendo di inserirci Gesù a letto con Maria Maddalena, e alla fine, durante la presentazione, il cliente avrebbe avuto l'applauditissima idea di mettere anche un vescovo con l'espressione truce e un sacrestano con il pugnale sguainato.

Il titolo sarebbe così diventato qualcosa del genere:
Il Codice da Vinci e nuove rivelazioni sulla vita di Gesù e sul suo presunto matrimonio con Maria Maddalena, sul segreto del Sacro Graal, sul mistero dei Templari e le sue correlazioni con il Priorato di Sion, da sempre ostacolato dalla Chiesa di Roma, ultimamente per mezzo dell'Opus Dei.

Risultato: i potenziali lettori si sarebbero addormentati a metà del titolo e nessuno avrebbe comprato il libro.
Il cliente avrebbe cambiato agenzia.